Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Notizia internet n. VI21187 del 11/07/2014

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Cod. notizia:VI21187


11/07/2014

Codice antimafia: introdotte alcune semplificazioni nelle procedure di rilascio delle certificazioni

Sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale alcune modifiche puntuali al Codice delle leggi antimafia, finalizzate a introdurre nel Codice antimafia alcune semplificazioni delle procedure dirette al rilascio della documentazione antimafia ed a porre rimedio ad alcune carenze emerse nell’esperienza applicativa.


Le nuove disposizioni entreranno in vigore a partire dal 26 novembre 2014.

Approfondimenti

Le modifiche al “Codice Antimafia” (D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159) sono state introdotte dal D.Lgs. 13 ottobre 2014, n. 153, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 250, del 27 ottobre 2014 ed entreranno in vigore il prossimo 26 novembre (trentesimo giorno successivo a quello della pubblicazione)

Si indicano di seguito le principali innovazioni.

Familiari conviventi
La verifica sui familiari conviventi, necessaria ai fini dell’informazione antimafia, viene limitata a quelli di maggiore età e che risiedono nel territorio dello Stato.
Inoltre, per acquisire i dati anagrafici dei familiari conviventi, si prevede un collegamento della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia con l’Anagrafe nazionale della popolazione residente. Naturalmente gli effetti di tale ultima disposizione operativa sono subordinati all’emanazione del regolamento che attiverà la banca dati.

Utilizzabilità della documentazione antimafia anche in procedimenti diversi da quelli per i quali è stata acquisita
Viene stabilito che, fino all’attivazione della banca dati, la documentazione antimafia è utilizzabile e produce i suoi effetti anche in altri procedimenti, diversi da quello per il quale è stata acquisita. Si tratta di una semplificazione di notevole rilievo, considerando anche che la comunicazione ha una validità di sei mesi dalla acquisizione e l’informazione di dodici.

Competenza al rilascio del prefetto del luogo ove hanno sede le imprese
La competenza alle verifiche antimafia non spetta più al prefetto della provincia in cui hanno sede le amministrazioni richiedenti, bensì al prefetto della provincia in cui hanno sede le imprese.

Termini per il rilascio della documentazione antimafia
Vengono ridotti i termini a disposizione del prefetto per il rilascio della documentazione e vengono indicati gli effetti del mancato rispetto del termine anche nel caso della comunicazione.

Comunicazione antimafia:
    il termine è ridotto da 45 a 30 giorni e viene eliminata l’ipotesi di verifiche di particolare complessità, che comportava un’ulteriore dilatazione dei termini (30 giorni). Inoltre viene estesa alla comunicazione la disposizione, già prevista per l’informazione, per cui, in caso di inutile decorso del termine, le amministrazioni procedono comunque, stipulando i contratti, o autorizzando i subcontratti sotto condizione risolutiva per l’ipotesi che venga successivamente emanata una comunicazione interdittiva. Ai fini della stipula del contratto o del rilascio dell’autorizzazione al sub-contratto, è necessaria una autocertificazione sull’assenza delle cause di divieto di cui all’art. 67, del D.Lgs. 159/11.

Informazione antimafia
     è previsto un termine di 30 giorni ed un successivo termine di 45 giorni quando le verifiche siano di particolare complessità (nella previgente normativa i termini erano invertiti). Tuttavia, la nuova disciplina prevede che, decorso il primo termine di 30 giorni, l’amministrazione proceda anche in assenza dell’informazione antimafia, stipulando i contratti, ovvero autorizzando i subcontratti, sotto condizione risolutiva. Inoltre, nei casi di urgenza, l’obbligo di procedere è ora previsto “immediatamente”, laddove in vigenza della vecchia disciplina occorreva attendere quindici giorni.

Comunicazioni agli interessati
La comunicazione interdittiva e l’informazione interdittiva devono essere comunicate dal prefetto all’impresa interessata entro cinque giorni dalla adozione, con modalità che ne garantiscano la ricezione (lettera raccomandata con avviso di ricevimento; notificazione; posta elettronica certificata). Ciò consente l’eventuale tempestiva difesa dell’impresa stessa davanti al giudice amministrativo.

Mancato funzionamento della banca dati nazionale
Infine, il Decreto individua le soluzioni alternative per definire i procedimenti in corso nell’ipotesi in cui la banca dati non sia in grado di funzionare regolarmente a causa di eventi eccezionali. In tal caso la comunicazione è sostituita dall’autocertificazione, che consente di stipulare i contratti o autorizzare i subcontratti sotto condizione risolutiva; l’informazione è rilasciata a seguito di verifiche effettuate dal Prefetto, fermo restando l’obbligo dell’amministrazione di procedere allo scadere del termine di trenta giorni sotto condizione risolutiva.






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