Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Notizia internet n. VI28720 del 01/17/2019

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Cod. notizia:VI28720


01/17/2019

Codice della Strada. Circolazione di residenti in Italia con veicoli con targa estera. Circolari ministeriali

Si fa seguito alla notizia VI28523 del 5.12.2018 sulla circolazione di residenti in Italia con veicoli con targa estera, per segnalare che sull'argomento sono intervenuti, con proprie circolari esplicative, i Ministeri dei Trasporti e dell'Interno.

Approfondimenti

La normativa

La legge 1 dicembre 2018 n. 132, di conversione del c.d. DL sicurezza, ha introdotto alcune modifiche al Codice della Strada per quanto riguarda la circolazione di residenti in Italia con veicoli immatricolati all’estero (art. 29-bis).
Modificando l’art. 93 CdS, viene vietato a chi ha la residenza in Italia da più di 60 giorni di circolare con veicoli immatricolati all’estero, salvo che per particolari forme opportunamente documentate di leasing, comodato o noleggio. La sanzione va da euro 712 ad euro 2.848, fermo amministrativo del veicolo e sua confisca se entro 180 giorni non è immatricolato in Italia o condotto al confine con foglio di via (previa consegna delle targhe estere).
La mancanza del documento con data certa a dimostrazione del leasing/comodato/noleggio viene sanzionata da euro 250 ad euro 1.000, con obbligo di esibizione dello stesso entro 30 giorni e fermo amministrativo del veicolo nel frattempo.
Anche il testo dell'art. 132 CdS risulta modificato. In sintesi, scaduto il termine di un anno entro cui il veicolo immatricolato all’estero può circolare in Italia (di cui alla previgente disposizione prevista dal CdS, per i veicoli che abbiano adempiuto alle formalità doganali), viene previsto che l’intestatario possa chiedere all’Ufficio Motorizzazione un foglio di via per lasciare il territorio nazionale (consegnando targhe e carta di circolazione). La circolazione oltre il periodo di un anno comporta un aumento della sanzione già indicata  nel Codice della Strada prima di questa modifica (che ora diventa da euro 712 ad euro 2.848); il veicolo viene sottoposto a fermo amministrativo e se entro 180 giorni non si provvede all’immatricolazione o a lasciare il territorio nazionale con il foglio di via di cui sopra, lo stesso veicolo viene confiscato.
Infine, modificando l'art. 196 CdS, viene precisato che, nel caso di veicoli immatricolati all’estero e circolanti in Italia, l’obbligato in solido è la persona residente in Italia che ha, a qualunque titolo, la disponibilità del veicolo


Le note ministeriali

Prima il Ministero dei Trasporti con circolare del 20 dicembre 2018 e successivamente il Ministero dell'Interno con circolare del 10 gennaio 2019 sono intervenuti sulla materia in questione. In particolare, in merito all’applicazione della nuova normativa, il Ministero dell’Interno ha sottolineato i seguenti aspetti:
  • il principio generale è che chi ha stabilito la residenza in Italia da più di 60 giorni non può circolare con un veicolo immatricolato all’estero, che sia Unione europea o extra-Unione europea non ha rilevanza; - la violazione non presuppone che il conducente residente da più di 60 giorni abbia la proprietà o altra forma di disponibilità giuridicamente rilevante del mezzo: la sanzione si applica indistintamente a chiunque lo detiene a qualsiasi titolo e lo conduce, anche occasionalmente o a titolo di cortesia;
  • la residenza anagrafica è il presupposto per l’applicazione del divieto e si apprende dal documento di identità ovvero patente di guida che permette comunque la consultazione degli archivi per desumere l’effettiva residenza del conducente;
  • può circolare in Italia un veicolo estero, anche se condotto da persona residente in Italia da oltre 60 giorni, nei seguenti casi: a) il veicolo estero è concesso in leasing o in locazione senza conducente da impresa UE o Spazio Economico Europeo che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva; tale fattispecie è riferibile sia a persona fisica che a persona giuridica; b) il veicolo estero è concesso in comodato ad un soggetto residente (persona fisica) e legato da un rapporto di lavoro o di collaborazione con un’impresa intestataria dello stesso, costituita in altro Stato UE o SEE che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva;
  • la documentazione probatoria del contratto di leasing, locazione o comodato, deve essere redatta in lingua italiana, in originale o copia o formato digitale, deve trovarsi a bordo del veicolo ed avere data certa; al di fuori di queste deroghe, non vale nessun documento che autorizza la persona residente in Italia alla circolazione con veicolo con targa estera;
  • per i cittadini italiani iscritti AIRE non vale il divieto perché essi sono considerati residenti all’estero; per i veicoli immatricolati in Stati extra-UE valgono anche le norme doganali che consentono, solo a determinate condizioni e per periodi limitati, la conduzione da parte di persone residente in Italia e si potrà pertanto avere concorso tra le violazioni al Codice della Strada ed alle norme doganali;
  • trattandosi di veicolo immatricolato all’estero, al momento dell’accertamento e contestazione della violazione, è sempre imposto il pagamento immediato della sanzione nelle mani dell’accertatore (se non si paga e non si presta cauzione, il veicolo è sottoposto a fermo amministrativo ai sensi dell’art. 207 del CdS fino al pagamento o per 60 giorni, quindi la procedura del sequestro amministrativo resta congelata fino alla conclusione dei due periodi di cui sopra, ma non determina la sospensione dei termini della procedura di confisca in caso di mancata regolarizzazione).




Circ. MinInt. 10.1.2019Circ. MinInt 10.1.19 targhe estere residenti IT.pdfCirc. MinInt 10.1.19 targhe estere residenti IT.pdf
Circ. MIT 20.12.2018Circ. MIT 20.12.18 veicoli targa estera.pdfCirc. MIT 20.12.18 veicoli targa estera.pdf


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