Confindustria Vicenza
Laura Dalla Vecchia sul 'Decreto': "Chi non mette il lavoro e le aziende al centro, non garantisce nessuna dignità"



"Chi non mette il lavoro al centro, e di conseguenza le aziende, non garantisce nessuna dignità", con queste parole la vicepresidente di Confindustria Vicenza Laura Dalla Vecchia ha chiuso il suo intervento in occasione dell'incontro di approfondimento sul cosiddetto "Decreto dignità", che si è tenuto il 26 luglio a Palazzo Bonin Longare.

Nel discorso che ha aperto l'evento, centrato sull'illustrazione delle novità normative e delle criticità a cura del Prof. Avv. Arturo Maresca - titolare della cattedra di Diritto del Lavoro presso la facoltà di Giurisprudenza de La Sapienza Università di Roma - la vicepresidente Dalla Vecchia ha così ribadito la netta posizione presa da Confindustria Vicenza: "Sul Decreto dignità, ci siamo espressi pubblicamente dal primo giorno, anzi, dal giorno prima che venisse definitivamente approvato nel Consiglio dei Ministri. Era già evidente che si trattasse un provvedimento “simbolico” che cavalcasse un certo scontento e che proseguisse sulla scia di una mai sopita mentalità antindustriale che si respira nel nostro paese. Un paese che è la seconda manifattura d’Europa".

"Come ha più volte detto Vincenzo Boccia, gli obiettivi del decreto – dare maggiori sicurezze alle persone che lavorano – sono assolutamente condivisibili. Noi per primi vorremmo che i nostri dipendenti fossero tutti a tempo indeterminato perché le aziende per avere successo hanno bisogno di capitale umano formato. Però abbiamo la responsabilità di mantenere vive le aziende e di fare il passo lungo quanto la gamba. Il punto è che i mezzi che il decreto individua vanno contro gli scopi per cui è stato fatto".

"Non sono i decreti che danno lavoro, sono le aziende che stanno sul mercato giorno dopo giorno. Allora perché le aziende, ma anche i sindacati dei lavoratori ovviamente, non sono stati coinvolti in vista della stesura di questo decreto? Questa domanda la rivolgo anche ai parlamentari che rappresentano questo territorio, a cui il presidente Vescovi ha scritto invitandoli a dare ascolto alla voce genuina delle nostre imprese. È necessario che vi sia una visione di politica economica che parta dal presupposto che colpire le imprese significa colpire il Paese. Ci auguriamo che, in Parlamento, chi vive e conosce questa terra ne tenga conto e che agisca con azioni concrete in questo senso. In primis il Presidente Zaia".








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