Confindustria Vicenza
Vescovi al Sole 24 ore: “Le aziende migliorano i bilanci ma il rating cala. È il Governo che pesa sull’economia”



Sono stati anticipati oggi, 11 aprile 2019, da Il Sole 24 ore, alcuni dei risultati del report "Il mercato del credito in provincia di Vicenza - 2018", frutto di due indagini condotte da Confindustria Vicenza che hanno permesso di delineare la situazione del rapporto tra mondo del credito e imprese.

Il documento è composto dall’ormai
tradizionale – siamo arrivati all’undicesima edizione - indagine campionaria denominata “Rapporto Banca-Impresa", che misura l'offerta creditizia nella provincia dal punto di vista degli imprenditori, e dalla seconda edizione dell'analisi sulla probabilità di default (ossia il rating) di 1200 aziende di Vicenza*.

In merito a questa seconda analisi, il raffronto con i dati dell’
analoga indagine dell’anno precedente è impietoso: "I risultati sul rating delle aziende vicentine, rispetto a – commenta Mirko Bragagnolo, delegato Credito e Finanza di Confindustria Vicenza -, vanno a delineare una situazione paradossale in cui nonostante le imprese migliorino complessivamente, e anche di molto, i propri risultati, si ritrovano ad avere un rating più basso. Abbiamo addirittura notato un calo di oltre 10 punti percentuali nella classe di merito più alta, la A++, che passa dal 15,4% del campione al 4,7%. Ma il calo è generalizzato: le aziende 'bancabili', ovvero quelle con una qualità del credito da solida a eccellente, passano dal 79,9% dello scorso anno al 71,8% e quelle che risultavano nelle classi di merito dalla A in su, passano dal 56.2% al 42,9%. Parliamo di un calo non giustificabile dai soli dati di bilancio delle aziende, infatti, a seguito di una controprova che è stata condotta escludendo dal modello di valutazione le variabili esogene, il risultato ha evidenziato un complessivo miglioramento del portafoglio".

“È chiaro che la causa di questo calo sia da ricercarsi al di fuori dei cancelli delle imprese”, ha dichiarato a
Il Sole 24 ore, il presidente Luciano Vescovi.

I fattori individuati dal presidente degli Industriali vicentini sono principalmente due, ovvero la
congiuntura internazionale e il rischio Paese. “Il primo è un dato di fatto – ha detto Vescovi al quotidiano economico -, come è un dato di fatto che il rallentamento internazionale colpisca anche i nostri competitor anche se l’Italia, ci dice Eurostat, è l’unico Paese dell’Europa a 28 a chiudere il quarto trimestre 2018 con il segno meno. Il secondo fattore, invece, fornisce la misura di come il ‘Governo del rinvio perenne’ e dei provvedimenti ‘salvo intese’ abbia creato un clima di sfiducia e di rischio per chi vuole investire e assumere: in primis le nostre Pmi. In pratica gareggiamo con i nostri concorrenti esteri portando sulle spalle uno zaino pesantissimo, che frena lo sviluppo delle imprese manifatturiere”.

È possibile scaricare nella sua completezza il report "Il mercato del credito in provincia di Vicenza – 2018” cliccando il seguente link.[<bR><br>]* L’indagine che Confindustria Vicenza ha commissionato alla società londinese Credit Data Research, ha portato alla elaborazione del Credit Passport – financial assesment (CPFA) sulla base della metodologia RiskCalc di Moody’s Analytics, modello con standard ed algoritmi utilizzati a livello internazionale. Risk Calc Italy fornisce una stima del rischio di credito per le imprese non quotate italiane, ed è sviluppato, calibrato e validato sulla base di una estesa base dati di bilanci di imprese ed eventi di default e non default.








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