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Energia, Confindustria: con legge europea, pari condizioni tra imprese italiane e tedesche



Con l'approvazione della legge europea - afferma Confindustria in una nota - i principali settori manifatturieri dell’economia italiana - Chimica, Ceramica e Laterizi, Acciaio, Carta, Fonderie, Cemento, Metalli non Ferrosi, Vetro e Automotive - che hanno l'energia tra le maggiori voci di costo, potranno essere più competitivi. 

Le imprese italiane, infatti, beneficeranno delle stesse condizioni di quelle tedesche per quanto riguarda gli oneri parafiscali 
della bolletta elettrica. Tra questi va ricordato che il costo per il finanziamento delle fonti rinnovabili, principale componente parafiscale, è stato di circa 50 €/Mwh (componente tariffaria A3) superando di circa 48 €/Mw il costo all’ingrosso dell’energia elettrica. 

La misura - che 
riguarderà oltre 3.100 imprese con un indotto occupazionale di quasi 500.000 occupati - rappresenta un risultato importante anche sul piano dell'equità tra aziende energivore, sia grandi che piccole e medie. Infatti, oltre 600 tra le realtà produttive coinvolte nel provvedimento, registrano un fatturato inferiore ai 50 mln di Euro e di queste 2.209 sono PMI con un fatturato inferiore ai 10 mln di Euro. 

Non va trascurato, infine, che questa legge è funzionale alla risoluzione delle criticità di siti industriali importanti, tra cui l'ILVA di Taranto, e per rilanciare gli investimenti stranieri nei settori di base.







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