Confindustria Vicenza
Questione generazionale, Eugenio Calearo Ciman: "Azzerare il cuneo fiscale per gli under 35"



Negli ultimi giorni si son succedute sui giornali tre notizie che non possono essere sottovalutate. La prima riguarda il rapporto dell'Istat sulla povertà che cresce tra gli under 34 (più che triplicata rispetto al 2005) mentre diminuisce tra gli over 65. La seconda, da un sondaggio dell'Osservatorio di Demos-Coop riportato da La Repubblica,indica come il 73% dei giovani adulti (25-34 anni) pensino che per fare carriera l'unica via sia andare all'estero. Infine l'UE ci offre un altro dato inquietante: 1 giovane italiano su 5, compreso tra i 15 e i 24 anni, può definirsi un cosiddetto "Neet".

Sono temi che si trascinano da anni, anche se sempre sottotraccia, ma vederseli sbattuti in faccia così violentemente e tutti insieme, deve rappresentare una doccia gelata per tutti: la politica, le classi dirigenti ma in primis noi giovani che dobbiamo essere i primi a sentirci chiamati in causa, non possiamo far finta che dipenda solo dagli altri.

Proprio nei giorni scorsi il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha detto: "Si parla molto di pensioni e poco di giovani". È proprio così. Il punto è, però, che la questione generazionale è la questione.

Ci troviamo in uno stallo. O si precipita in un circolo vizioso fatto di una natalità inesistente, una previdenza insostenibile e una generazione tagliata fuori dal mondo del lavoro, da una parte, e dal welfare, dall'altra; oppure si sceglie di riprendere quota. Ma per farlo occorre dar potenza ai motori con un nuovo carburante, ovvero con misure adeguate ai nostri tempi che, parafrasando quanto detto in Assemblea Generale dal Presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi, facciano da propulsore per un "ricambio motivazionale".

Se vogliamo che i giovani trovino il proprio posto nella società, non come un peso ma come portatori di valore, sono due le più urgenti.

La prima: dare attuazione alla proposta più volte ribadita da Confindustria di azzerare per tre anni il cuneo fiscale agli under 35 neo assunti a tempo indeterminato. Si tratta del primo ostacolo da rimuovere per minare dalle fondamenta il paradosso per cui i talenti italiani sono tra i più ricercati e apprezzati dalle imprese all'estero, mentre qui non trovano posto per loro.

Parallelamente, si rende necessario intervenire sulla questione demografica che dipende, in buona parte, dalla qualità del lavoro e dalle retribuzioni dei giovani. E in primis delle donne che, ci dice sempre l'Istat, vedono, in media, una perdita secca del salario del 35% a 24 mesi dalla nascita del figlio. Si spiega quindi come il tasso di occupazione femminile si attesti al 48,5% rispetto al 66,9% degli uomini.

Si tratta di un altro argomento complesso che non può prevedere soluzioni semplicistiche o immediate, ma mi domando: Quanto costerebbe rendere gratuiti gli asili nido e facilitare, quindi, la conciliazione famiglia-lavoro? E quale sarebbe il ritorno in termini di occupazione femminile? E di crescita demografica?

Lascio queste questioni alla discussione pubblica ma, per il ruolo che mi è stato affidato, mi sento in dovere di fare di questi temi il fulcro del lavoro del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Vicenza, che spero possa diventare un think tank le cui proposte e considerazioni rappresentino un contributo importante per il territorio e le sue istituzioni.







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