Confindustria Vicenza
Vicenza, ordinanza antismog: nuove deroghe per mezzi d’opera di cantieri edili e stradali



Buone notizie per i mezzi d’opera di cantieri edili e stradali. Il Comune di Vicenza, anche a seguito delle specifiche iniziative condotte da Confindustria Vicenza, il 2 gennaio 2019 ha prodotto un’ordinanza che introduce nuove deroghe le quali vanno ad ampliare le eccezioni alla limitazione del traffico stradale stabilita con la cosiddetta “ordinanza antismog”.

Come richiesto da Confindustria Vicenza, sono stati quindi esonerati dalle limitazioni tutti "i veicoli afferenti ad attività cantieristica edile o stradale, con attestazione rilasciata dal datore di lavoro o mediante compilazione di autocertificazione indicante la sede e la durata temporale del cantiere, esclusivamente dalle ore 8.30 alle ore 11.00 e dalle ore 15.00 alle 17.30".

Confindustria Vicenza sottolinea che l'espressione "attività cantieristica edile o stradale" è tale da comportare la deroga al divieto di circolazione non solo per i veicoli impiegati dalle imprese edili, ma anche per quelli utilizzati dalle restanti imprese della filiera (ad esempio gli impiantisti), purché afferenti a cantieri ubicati all'interno delle aree soggette al divieto.

È stata inoltre inserita un'ulteriore fascia oraria pomeridiana, dalle ore 12.30 alle ore 15.30, per i veicoli commerciali ad alimentazione diesel, classificati Euro 3 e Euro 4, impegnati in attività di carico/scarico delle merci. Questa fascia oraria si aggiunge a quella già concessa dalle ore 8.30 alle ore 9.30.

“La nuova ordinanza – ha spiegato il sindaco di Vicenza Francesco Rucco – va incontro alle richieste emerse al tavolo costituito qui in Comune con Aci e associazioni di categoria, durante il quale abbiamo anche condiviso una lettera indirizzata a Ministro dell’ambiente Costa e assessore regionale all’ambiente Bottacin, per chiedere una mitigazione dei disagi causati dall’Accordo Padano. Tra le varie proposte avanzate a quel tavolo, l’amministrazione ha ritenuto di accogliere un paio di richieste: una da parte di Confindustria e l’altra da Confcommercio”.









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