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IVA e procedure concorsuali, Corte di Giustizia Europea: termini troppo lunghi, si danneggia il creditore




 
 
La Corte di Giustizia Europea ha sentenziato che l'attuale testo dell’articolo 26 della legge IVA si pone parzialmente in contrasto con la direttiva comunitaria ed evidenzia l’urgenza di ripristinare il testo che consentiva di anticipare l’emissione della nota di accredito al momento dell’apertura della procedura concorsuale(fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo, amministrazione straordinaria grandi imprese in crisi), così come, su richiesta di Confindustria, era stato inizialmente formulato dalla legge di Stabilità 2016.

La questione riguarda 
il termine entro il quale il fornitore di un cliente fallito può emettere la nota di accredito per recuperare l'IVA sull'imponibile non pagato: la norma IVA attuale dispone che si debba attendere la chiusura della procedura concorsuale, cioè anche 10 anni e oltre.

La sentenza della Corte di Giustizia stabilisce che 
la legge italiana contrasta con la direttiva europea perché il termine previsto per emettere la nota di accredito è troppo lungo e danneggia il creditore del fallito.

Con questa sentenza la Corte di Giustizia UE conferma la bontà dell’azione intrapresa nel 2015 da 
Confindustria Vicenza, in collaborazione con il Consiglio Regionale Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto, finalizzata ad anticipare l'emissione della nota di accredito IVA, all'apertura delle procedure concorsuali. 

Tornando alla formulazione dell’articolo 26, così come era stata modificata dalla Legge di Stabilità 2016, verrebbe invece considera equa la soluzione di 
emettere la nota di accredito fin dal momento in cui si abbia ragionevole certezza dell’irrecuperabilità del credito, senza che questa debba intendersi come rinuncia al credito. Infatti, nel caso in cui vi fosse un incasso successivo di tutto o parte del credito, sarebbe comunque possibile modificare nuovamente l’imponibile, con una variazione in aumento. Per questo motivo, Confindustria continuerà ad insistere sulla necessità dell’indicata modifica normativa.

Parallelamente gli Industriali stanno sollecitando il Governo affinché, con la legge di Bilancio, si
 ripristini un termine congruo per l’esercizio della detrazione IVA (termine ridotto con il DL n. 50/2017), per restituire alle imprese un tempo adeguato per ricevere, controllare e registrare le fatture senza mettere a rischio l’esercizio stesso del diritto alla detrazione. L’attuale termine (data di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno in cui il diritto è sorto) rappresenta un unicum nel panorama europeo, dove il termine oscilla tra i tre e i cinque anni; l’eccessiva contrazione dei tempi mette a repentaglio il principio di neutralità dell’IVA previsto dalle norme comunitarie.



© Confindustria Vicenza