VI41453 | Fisco
L’Agenzia delle Entrate esamina una complessa operazione di riorganizzazione societaria, realizzata mediante cessione di partecipazioni tra società del gruppo e successiva scissione asimmetrica non proporzionale di compendi immobiliari. Il caso riguarda la separazione di diversi rami di attività e patrimoni immobiliari tra gruppi familiari, interessati a proseguire in autonomia i rispettivi percorsi imprenditoriali.
L’Agenzia richiama il principio secondo cui la scissione, anche non proporzionale, non presenta profili elusivi quando non è diretta, di fatto, a surrogare lo scioglimento del rapporto societario e l’assegnazione del patrimonio ai soci, attraverso l’attribuzione dei beni a società di “mero godimento”, al solo scopo di rinviare la tassazione delle plusvalenze latenti sui beni trasferiti o delle riserve di utili usufruendo del regime di neutralità fiscale. Condizione essenziale è che la scissione si inserisca in un effettivo progetto di riorganizzazione aziendale, finalizzata all’effettivo proseguimento dell’attività d’impresa da parte di ciascuna società partecipante.
Nel caso specifico, valorizzando le ragioni organizzative e gestionali dell’operazione, diretta a superare una situazione di conflitto nella governance e a separare i diversi interessi societari e familiari. viene esclusa la sussistenza di un abuso del diritto, ai sensi dell’art. 10-bis della L. n. 212/2000. L’Agenzia ritiene che il ricorso al regime di neutralità fiscale, previsto dall’art. 173 del TUIR, non determini un vantaggio fiscale indebito, poiché l’operazione è finalizzata a consentire a ciascun socio, o gruppo di soci, di disporre di una propria holding, attraverso la quale gestire autonomamente gli investimenti e il passaggio generazionale a favore dei rispettivi discendenti.
Le medesime conclusioni vengono confermate anche ai fini IVA, dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale.
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