Confindustria Vicenza

Impatriati: la permanenza all’estero è di 6 anni in caso di continuità del rapporto

VI40992 | Fisco

Un cittadino italiano, che rientra in Italia dopo 3 anni di permanenza all’estero, iniziando un rapporto di lavoro con un datore di lavoro italiano, che agisce come employer of record (Eor), appartenente allo stesso gruppo dell’EoR svizzero per cui lavorava prima del rientro, non può fruire del nuovo regime degli “impatriati” di cui all’art. 5 del D.lgs. n° 209/2023, poiché si configura una continuità formale del datore di lavoro e, pertanto, il periodo minimo di permanenza all’estero aumenta da 3 a 6 anni (o a 7 anni se l’interessato aveva già lavorato in Italia per quello stesso datore o gruppo prima dell’espatrio). In conclusione, nonostante la diversità dei due datori di lavori, la circostanza che l’EoR estero e quello italiano appartengano allo stesso gruppo societario comporta l’applicazione del requisito di un periodo minimo di residenza all’estero di 6 anni: di conseguenza, i 3 anni trascorsi fuori dall’Italia dal contribuente non sono sufficienti per accedere al regime agevolato.

Risposta n° 54/E del 27 febbraio 2026

cia

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