Confindustria Vicenza

L’ex Premier Enrico Letta a Vicenza per parlare di Sud Est Asiatico, Brexit ed Europa

"ASEAN è la Cina del futuro. Il futuro, invece, è lì, basta andarci".

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Si è tenuto venerdì 13 dicembre alle ore 15.30 a Vicenza l’incontro I mercati del Sud est asiatico (ASEAN): una grande opportunità per l’export venetopromosso da Confindustria Vicenza in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Associazione Italia-Asean.
L’evento dedicato al Sud est asiatico ha visto la presenza dell’ex premier e attuale Dean della Paris School of International Affairs, Sciences Po, di Parigi, Enrico Letta: “Se l'Italia fosse autarchica saremmo finiti – ha affermato Letta, che è anche presidente dell'Associazione Italia-Asean –. In questo tempo in cui si dice di fare tutto per conto nostro, per fortuna l'Europa ha deciso di fare le politiche commerciali tutti insieme, perché la massa critica è tale che ci rende, oggi, forti rispetto alle dinamiche, ad esempio, che caratterizzano i rapporti tra Cina e Trump”.

“Quest'area del mondo, l'ASEAN, di cui parliamo oggi – ha proseguito -, sarà la Cina del futuro e l'Italia non c'è. In una delle locomotive del nostro paese, Vicenza, dobbiamo capire insieme come questi paesi siano affamati di Italia, ci vogliono bene anche se noi non lo sappiamo. La nostra disattenzione nei loro confronti è autolesionismo. Il futuro, invece, è lì, basta andarci. Ma bisogna andarci insieme, privati e pubblico insieme, con un'associazione come Italia Asean, fatta con risorse private e con il pubblico che non mette un euro ma offre la collaborazione dei Ministeri, di Banca d'Italia e CDP”.
“Inoltre c'è un'opportunità nuova da cogliere – ha continuato Letta -, ovvero l'abbattimento delle frontiere all'interno dell'ASEAN. Ad esempio, se investi in Vietnam, hai accesso ad un mercato di oltre 620 milioni di persone, di cui almeno 100 che hanno capacità di spesa pari alla nostra e che cercano il Made in Italy.
Noi lo sappiamo che il mercato unico è la grandezza dell'Europa e sarà il problema della Gran Bretagna perché ora i grandi gruppi internazionali si sposteranno dalla Gran Bretagna verso l'Europa. Il voto di ieri in UK, secondo me, avrà un effetto positivo perché, e lo dico con la morte nel cuore perché speravo nel
remain, almeno si fa chiarezza. Secondo me il negoziato sarà lungo e complesso, perché ci sarà da stabilire dove andrà la Gran Bretagna. Ci sono tanti modelli per stare fuori dall'Unione Europea: la Norvegia, la Svizzera, la Turchia, il Canada. Ma intanto, il 31 gennaio usciranno e almeno si farà chiarezza. E le imprese hanno bisogno di sapere qual è il piano giuridico in cui si opera. Questo è l'aspetto positivo”.

“Se l'ASEAN rappresentasse un unico paese – ha affermato il Vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega ai Mercati Esteri Remo Pedon - sarebbe la quarta potenza esportatrice e il terzo paese più popoloso al mondo. Nonostante questo, l’export italiano occupa uno spazio ancora limitato, con una quota appena superiore all’1% del mercato. Certo, parliamo di aree non facili, tradizionalmente protette da dazi e altri vincoli. Sono certamente mercati dove esportare in termini tradizionali non è semplice e dove la penetrazione commerciale è spesso consequenziale a processi di internazionalizzazione produttiva e commerciale che non sempre le nostre PMI riescono a sostenere. Qualcosa di nuovo e di importante sta tuttavia avvenendo.
Mi riferisco alla determinazione con cui l’Unione Europea sta negoziando nuovi accordi di libero scambio, con il duplice intento, di abbattere le barriere daziarie ma anche quelle non tariffarie, attraverso l’armonizzazione delle regole tecniche ed una migliore tutela della proprietà industriale. Credo che questo sia il momento migliore, per le nostre aziende, di considerare seriamente un impegno in ASEAN in cui il Made in Italy non ha ancora la penetrazione che meriterebbe ma dove le potenzialità sono davvero tante”.

“L’ASEAN – ha ribadito Gregorio De Felice, Capo Economista e Responsabile della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo - rappresenta un’interessante opportunità per il settore economico-produttivo italiano. È la quinta economia mondiale, quella a maggior crescita in Asia dopo Cina e India, conta una popolazione doppia rispetto all’area euro e le prospettive di medio-lungo termine sono positive. I punti di forza dell’area sono costituiti dalla continua integrazione economica, da una struttura demografica favorevole, dall’aumento dei redditi di una fascia significativa di popolazione, dall’inserimento nelle filiere produttive globali e dalla necessità di investimenti consistenti, soprattutto nelle infrastrutture. L’Italia non ha ancora colto a pieno questa opportunità: gli investimenti diretti del nostro Paese sono solo un quarto di quelli francesi e un quinto di quelli tedeschi. Il Veneto è tra le regioni italiane più attive: con 1,2 miliardi di euro, contribuisce al 15% delle esportazioni manifatturiere italiane verso l’ASEAN e quasi la metà sono vicentine. Il Vietnam, in particolare, rappresenta il mercato di sbocco più importante per le imprese venete, con 291 milioni di euro nel 2018, e vede protagonisti i settori della concia, della meccanica e dei motori e generatori elettrici, seguiti da oreficeria e biomedicale”.

 

 

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