Confindustria Vicenza

I Raggruppamenti ai Sindaci: non alzate le tasse sulle imprese

Sottoriva, Visentin, Albertinoli e Fortuna: "È interesse degli stessi comuni non penalizzare le imprese esistenti sul proprio territorio"

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“Siamo consapevoli che spesso i Comuni sono dei meri esattori per conto dello Stato, ma auspichiamo che anche per il 2020 i Comuni vicentini non incrementino la pressione fiscale sulle imprese, in linea con la scelta operata nel 2019 quando, pur avendo la possibilità di aumentare le imposte, hanno, nella maggioranza dei casi, responsabilmente deciso di operare solo dei piccoli aggiustamenti”. Questo, in sintesi, l’appello congiunto proveniente dai quattro presidenti dei raggruppamenti di Confindustria Vicenza, ovvero Pietro Sottoriva per l’Alto Vicentino, Andrea Visentin per il Bassanese, Gianni Albertinoli per l’Est Vicentino e Giuseppe Fortuna per l’Ovest Vicentino.

In tempi di consigli comunali chiamati ad approvare i bilanci preventivi per il prossimo anno, gli Industriali hanno quindi deciso di rivolgersi direttamente ai primi cittadini sulla base del quinto “Rapporto sulla Fiscalità locale sugli immobili industriali della Provincia di Vicenza” realizzato da Confindustria Vicenza e pubblicato sul sito, nel quale viene analizzata l’Imposta Unica Comunale (si tratta della somma di IMU, TASI e tassa sui rifiuti) applicata su un capannone ‘tipo’ di 5 mila metri quadrati in tutti i 114 Comuni della provincia di Vicenza.

L’analisi è stata svolta anche raggruppamento per raggruppamento.

In sintesi.

RAGGRUPPAMENTO ALTO VICENTINO
Nel 2019 la pressione fiscale locale sulle industrie dell’Alto Vicentino conosce un incremento medio pari allo 0,19%. Tale incremento è dovuto ad un aumento della tassa sui rifiuti, mentre l’IMU e la TASI sostanzialmente sono invariate.
Piovene Rocchette è il territorio nel quale la tassazione è più alta, pari a 22.607 euro; mentre Posina è il Comune in cui l’imposizione risulta più bassa, pari a 15.622 euro.
Negli altri 32 Comuni del Raggruppamento Alto Vicentino, la tassazione media risulta pari a 18.860 euro.

RAGGRUPPAMENTO BASSANO
Incremento ancora più contenuto nel Raggruppamento Bassano: 0,09%, con una tassazione media pari a 19.343 euro.
La tassazione più bassa si conferma anche per il 2019 a Roana (14.805 euro); mentre la più alta risulta San Nazario (25.612 euro).
La tassa rifiuti nel territorio bassanese è mediamente diminuita di circa l’1,40%, mentre l’IMU è rimasta invariata e la TASI è aumentata in due dei 31 Comuni del Raggruppamento.

RAGGRUPPAMENTO EST VICENTINO
L’Est Vicentino registra l’incremento medio più marcato pari allo 0,44%, anche in questo caso dovuto principalmente agli incrementi disposti con riferimento alla tassa sui rifiuti dovuta dalle utenze industriali.
La tassazione media è pari a 19.331 euro: Zovencedo prevede l’imposizione è più bassa (15.799 euro); mentre Grisignano di Zocco è il Comune in cui l’Imposta Unica Comunale è più onerosa (24.724 euro).

RAGGRUPPAMENTO OVEST VICENTINO
L’Ovest Vicentino conosce mediamente un incremento pari a circa lo 0,33%, dovuto principalmente ad un aumento della tassa sui rifiuti, con una sostanziale invarianza dell’IMU e della TASI: la tassazione media della IUC è pari a 21.173 euro.
Ad Altissimo si è registrata la tassazione più bassa del Raggruppamento (15.798 euro); mentre Arzignano si conferma il Comune con la tassazione più alta, oltre che del Raggruppamento anche dell’intera provincia (26.988 euro).

Per il 2020 è prevista, in attesa degli atti formali del Parlamento, l’unificazione di TASI ed IMU. Fatto positivo da un punto di vista della semplificazione normativa, ma che si scontra con un rischio di aumento dell’imposizione dovuto alla diversa percentuale di deducibilità, dall’IRES, dell’IMU rispetto alla TASI.
L’IMU è deducibile solo parzialmente, mentre la TASI è deducibile al 100%. Confindustria ha chiesto e ottenuto un primo incremento al 60% della percentuale deducibile dell’IMU che raggiungerà la piena deducibilità a partire dal 2023.

Ricordiamo – continuano i quattro presidenti - che l'aumento delle rendite catastali disposto a suo tempo dal decreto Salva Italia e l'elevata misura dell'aliquota base dell'IMU, ben superiore all'aliquota media della precedente ICI, hanno provocato, in passato, un notevole aggravio della tassazione locale che ancora oggi ricade sulle imprese.
Evitare un ulteriore aumento della pressione fiscale, anche locale, aiuta a contenere anche il triste fenomeno dell'abbandono di avviate attività economiche. È interesse degli stessi comuni non penalizzare le imprese esistenti sul proprio territorio, per non perdere valore aggiunto e posti di lavoro che ridurrebbe la ricchezza della comunità e le entrate dello stesso ente locale. Conosciamo le difficoltà finanziarie che i numerosi tagli dei trasferimenti statali provocano alle virtuose amministrazioni locali della nostra provincia, ma confidiamo che i nostri sindaci sappiano reperire le risorse attraverso i risparmi che possono derivare da una gestione efficiente dei servizi comunali, anche attraverso aggregazioni e condivisioni di servizi”.

 

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